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Veleno per i topi: i rischi di avvelenamento per cani e gatti

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Veleno per i topi: i rischi di avvelenamento per cani e gatti

I veleni per i topi sono tra le principali cause di morte anche per cani e gatti. Ecco cosa sapere

Assistiamo continuamente ad episodi di avvelenamento per ingestione di prodotti rodenticidi, ossia molecole utilizzate per la lotta contro topi e ratti.

Negli anni sono stati impiegati vari gruppi di sostanze chimiche per contrastare il proliferare di topi e ratti. I rodenticidi anticoagulanti sono tra i più comuni veleni utilizzati a tale scopo in quanto non provocando la morte in tempi rapidi, non si verifica la “paura delle esche” tipica di alcuni ratti.

Sono prodotti generalmente inodori ed insapori, ma spesso sono colorate in maniera molto evidente e sono costituite prevalentemente da Clorofacinone, Cumatetralil, Bromadiolone e Brodifacum, con diversa tossicità a seconda della generazione di appartenenza (Ia, IIa, IIIa generazione con tossicità che va da moderata, a molto elevata). Per ridurre il rischio di ingestione nelle specie non bersaglio viene introdotta, durante il processo di fabbricazione, una sostanza amaricante.

Queste molecole sono estremamente pericolose per il cane e per gli animali domestici, in quanto possono provocare, anche a distanza di giorni dall’ingestione, gravi emorragie, scatenate anche da piccoli traumi. Le emorragie sono dovute all’interferenza con i fattori della coagulazione che richiedono la presenza di vitamina K ed in particolare interferiscono con un enzima che trasforma la vitamina K dalla forma inattiva a quella attiva che può essere utilizzata dall’organismo.

Gli episodi di avvelenamento posso essere dolosi od accidentali ed interessano sia gli animali domestici che la fauna selvatica.

Gli avvelenamenti dolosi avvengono per ingestione di bocconi avvelenati (carne con ratticida) disseminati in un luogo ben preciso con lo scopo di causare la morte dell’animale.

Gli avvelenamenti accidentali si verificano sia con l’ingestione di topi morti avvelenati, in questo caso l’intossicazione è però relativa e dipende dalla quantità di veleno ingerito dal topo (avvelenamento secondario ), oppure per ingestione di esche incautamente custodite od utilizzate in modo improprio.

La presenza di veleni o sostanze tossiche abbandonate nell’ambiente rappresenta un serio rischio per la popolazione umana, in particolare per i bambini, ed è anche causa di contaminazione ambientale, oltre che di danni al patrimonio faunistico, comprese le specie in via d’estinzione.

Infatti la loro persistenza nell’ambiente li rende estremamente pericolosi soprattutto per il pericolo di contaminazione delle falde acquifere ed Il loro aspetto colorato attrae molto soprattutto i bambini.

La tossicità di tali prodotti impone che siano evitati o almeno utilizzati in modo adeguato al fine di poter essere ingerite solamente dalle specie bersaglio disponendo le esche all’interno di contenitori che non permettono l’accesso di altri animali e riponendo il prodotto residuo in un armadio chiuso a chiave sono le regole principale per evitare che avvengo l’ingestione in animali e bambini.

Non sempre si assiste direttamente all’ingestione di questi prodotti, ma bisogna preoccuparsi quando compaiono sintomi (che possono non essere specifici) come per esempio un facile affaticamento, difficoltà a salire le scale, a correre, affanno; nella fase successiva possono comparire tracce di sangue nelle urine e gonfiori nelle articolazioni dovute a stravaso emorragico.

In caso di ingestione accertata dal proprietario, è fondamentale intervenire tempestivamente e portare l’animale dal veterinario affinchè possa essere approntata la terapia adatta.

In caso di sospetto o di una sintomatologia generica non somministrare di propria iniziativa nessuna terapia ma rivolgersi ad un veterinario che potrà così escludere un possibile avvelenamento.

Per prevenire l’ingestione di ratticidi è utile verificare la presenza dei cartelli che segnalano la derattizzazione con il principio attivo usato e, per maggior sicurezza, sarebbe bene usare la museruola per le passeggiate nel bosco soprattutto in aree poco conosciute ed in presenza di soggetti molto voraci.

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