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Svezzamento gattini orfani (parte III)

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Svezzamento gattini orfani (parte III)

In coincidenza con lo svezzamento iniziano una serie di insegnamenti importantissimi che la madre trasmette ai cuccioli, quelli che impiegheranno da adulti nella caccia.

L’attività venatoria nei gatti di casa apparentemente non ha una funzione basilare, dal momento che pensiamo noi all’approvvigionamento del cibo. Ho scritto apparentemente perché in realtà è un apprendimento fondamentale che a questa età si manifesta come gioco. Il gioco infatti ha la stessa sequenza motoria della caccia.

I gattini orfani non hanno le stesse possibilità date in natura, quindi dobbiamo cercare di offrire loro i giusti stimoli in questo momento della loro vita perché è questa la finestra temporale in cui possono avvenire questi apprendimenti. Lo svezzamento avviene fra i 28-30 gg , talvolta anche più precocemente in natura se le risorse presenti non sono molte.

La gatta normalmente porta nel nido delle piccole prede per dar modo ai cuccioli di imparare a cacciare, noi possiamo sopperire presentando al cucciolo palline o altri giochini che possiamo muovere per simulare il movimento delle prede. La stimolazione visiva e tattile solleciterà il gattino a giocare facendo assalti, piroette, saltelli. Spesso i nostri gatti passano la vita senza mai poter accedere all’esterno, quindi senza contatto con altri gatti, altre specie, il gioco quindi li aiuta a sfogare il bisogno di movimento, che inoltre è un indicatore di buona salute fisica (mobilità articolare, controllo del peso) e di attivazione mentale che garantisce la “gioia di vivere”, l’interesse per il proprio mondo, anche se piccolo e ristretto in un appartamento.

Il benessere animale passa anche attraverso il poter esprimere tutti i comportamenti propri di quella specie.

Per esperienza diretta devo dire che l’età dello svezzamento è anche collegata alle capacità esplorative individuali del gattino cioè gattini molto curiosi ed esplorativi sono più stimolati dall’ olfatto, dal tatto, dal gusto.

Se i gattini di meno di 28 gg si avvicinano spontaneamente al cibo bisogna lasciarli assaggiare, naturalmente se è un cibo adatto ai felini e se è presentato in piccoli pezzettini. Questo fatto talvolta è dovuto alle carenza alimentari che possono aver avuto cuccioli abbandonati.

I cuccioli imparano prima a mangiare il cibo solido piuttosto che a bere, quindi anche se iniziamo a svezzarli dobbiamo ancora fornire loro il biberon con il latte o con l’acqua.

Il passaggio all’alimentazione solida costituisce un grande cambiamento fisiologico sinestesico : il cibo non viene assaggiato solo col gusto, ma anche con l’odorato, la vista, il tatto. La consistenza rende il cibo più o meno gradito, così pure la temperatura che è fondamentale per l’appetitività : il cibo caldo/tiepido è più gradito di quello freddo perché il calore consente la liberazione di sostanze volatili che stimolano l’olfatto.

Per quanto riguarda i tipi di cibo vorrei premettere che i gusti della mamma (anche se assente) influenzano i cuccioli. E’ stato dimostrato che sia in gravidanza che nell’allattamento passano i componenti aromatici dei cibi, quindi i piccoli saranno già in un certo senso abituati a certi cibi.

Accanto a questa parte diciamo innata, possiamo presentare molti cibi ai cuccioli, così da renderli aperti ad assaggiare.

Le variazioni della dieta rendono più ampia l’introduzione di tutti i nutrienti con meno necessità di integrazioni (se non per carenze sintomatiche). Nel caso specifico dei gattini che non hanno ricevuto il latte materno le integrazioni sono in ogni caso d’obbligo, perché per quanto i latti in vendita siano ottimi non sono completamente uguali a quello della mamma.

Per quello che riguarda gli alimenti preparati in casa, vanno bene tutti i tipi di carne, ovviamente tritata finemente. Va bene la carne macinata cruda, se gradita, ma ovviamente non va lasciata troppo all’aria perché si deteriora facilmente. Possono essere somministrati anche i visceri ma non frequentemente.

Gli alimenti commerciali sono ottimi, da preferire nelle formulazioni kitten o specifici dello svezzamento. Ne esistono molti in commercio, il veterinario potrà consigliare quelli che ritiene più adatti al caso.

I cuccioli mangiano poco e spesso (ma anche i gatti adulti spesso mantengono questa caratteristica), quindi se il cucciolo è l’unico gatto in casa è preferibile acquistare prodotti di piccole dimensioni, perché non si conservano aperte per troppo tempo.

In concomitanza con lo svezzamento i gattini acquisiscono la competenza degli sfinteri (dalla V alla VII settimana) e velocemente imparano ad usare la cassettina igienica. Ovviamente bisogna continuare a controllare la consistenza delle feci e l’eventuale presenza di parassiti. Non deve esserci diarrea o minore consistenza perché oltre a suggerire la presenza di parassiti può anche indicare un’eventuale intolleranza al cibo. Altri sintomi di intolleranza possono essere prurito, lesioni della pelle, vomito: in questi casi il gattino deve essere portato dal veterinario perché possa appurarne i motivi.

La somministrazione di cibi proteici di origine animale darà un ulteriore impulso alla crescita del gattino sia come incremento ponderale che come facoltà intellettive. Si affina la capacità motoria con il gioco con oggetti che per adesso è simile nei maschi e nelle femmine, diverrà diverso a circa 19 settimane.

Spero di essere stata di aiuto per aumentare la sopravvivenza e il benessere dei gattini orfani.

Ringrazio Fester e tutti gli altri gattini che ho allevato per la grande felicità che mi hanno regalato.

 

 

 

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