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HCM nel gatto: sintomi e terapia

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HCM nel gatto: sintomi e terapia

Che cos’è la cardiomiopatia ipertrofica o HCM nel gatto? Quali sono i sintomi e la terapia?

La miocardiopatia ipertrofica felina (HCM) è una patologia cardiaca soprannominata “killer silenzioso” che può portare alla comparsa di sintomi periferici e di problemi respiratori nel gatto. Si tratta di una patologia cardiaca che può colpire qualsiasi razza felina. Vediamo in questa guida di capire che cos’è l’HCM, quali sono i sintomi e la terapia per curare la Cardiomiopatia ipertrofica nelle razze feline.

HCM nel gatto: cos’è e test scientifici preliminari

La cardiomiopatia ipertrofica felina, nota come HCM, è una malattia ereditaria, un’alterazione del DNA del gene MYBPC3 che determina la cosiddetta “mutazione Meurs” del gatto Maine Coon. Diversi studi scientifici hanno validato la tesi che il Maine Coon, il Norvegese delle Foreste ed il Persiano sono le razze feline più a rischio di sviluppare questa patologia genetica. Infatti, dalle analisi campionarie della popolazione felina, è emerso che alcuni individui ad un certo punto della loro evoluzione biologica, accusano problemi di ispessimento del ventricolo. Grazie ad alcuni test preliminari è possibile stabilire se un determinato gatto è predisposto o meno all’ipertrofia. Anche se nel gatto c’è una mutazione ereditaria di natura causativa, non è detto che l’HCM si manifesti nel 100% dei casi.

Quali sono i sintomi dell’HCM nel gatto?

I sintomi dell’HCM nel gatto sono vari e si possono confondere con quelli di altre patologie cardiache. Per questo occorre fare una diagnosi precoce. I test scientifici preliminari succitati sono un valido ausilio per capire qual è il grado di rischiosità che il gatto sviluppi l’HCM. La presenza della mutazione A31P nel gatto può determinare lo sviluppo e la trasmissione della cardiomiopatia ipertrofica felina. Si pensi che i gatti omozigoti hanno una maggiore probabilità di ammalarsi e di trasmettere a tutti i figli l’allele “mutato”. Le razze feline eterozigoti vanno valutate caso per caso, a seconda dei soggetti con cui avviene l’accoppiamento.

Fasi e decorso della HCM nel gatto

Dagli studi sulle razze feline colpite dall’HCM è possibile individuare un iter di sviluppo della patologia cardiaca. Una prima fase è quella asintomatica, la fase “silente”. Solo il veterinario, grazie al fonendoscopio, può esaminare il soffio al cuore del gatto. Decorsa questa prima fase, la malattia cardiaca evolve con l’aggiunta della dispnea, che si manifesta con le difficoltà respiratorie. Inoltre, il gatto accusa l’edema polmonare ovvero la presenza di liquido nei polmoni che cagiona il versamento pleurico. Proprio in questa fase sintomatologica c’è bisogno della terapia, perché il gatto comincia ad avere serie difficoltà a respirare e tossisce continuamente. Il ristagno del sangue fa sì che si formino dei coaguli, detti trombi che possono “transitare” dal cuore e girare per le arterie, fermandosi in vari punti del corpo che possono cagionare difficoltà motorie. Se il trombo raggiunge le arterie coronariche del gatto, è possibile che si verifichi l’infarto.

Terapia HCM nel gatto

Per curare l’HCM nel gatto, la terapia è molto complessa e non sempre dà i risultati auspicati. Nella maggior parte delle casistiche, ai gatti si somministrano i farmaci tipici dello scompenso cardiaco. Inoltre, devono essere tenuti lontano da fonti di stress, perché aumentano i rischi legati al tromboembolismo. Purtroppo, l’HCM nel gatto è una delle patologie più difficili da trattare ed i farmaci non sempre risolvono il problema.

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