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Gatto Sacro di Birmania: carattere, colori e cure

Gatto Sacro di Birmania.

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Gatto Sacro di Birmania: carattere, colori e cure

Magnifico, elegante e dolcissimo. Ecco tutte le caratteristiche da conoscere del Gatto Sacro di Birmania

Il Gatto Sacro di Birmania è amabile, docile ed amichevole. Questa razza sofisticata ed elegante ha una stazza importante e gli occhi di un colore blu intenso. È considerata una razza da esposizione, da riproduzione o semplicemente da compagnia.

Il gatto birmano è timido, molto sensibile, dolce e si affeziona teneramente al padrone. È un gatto giocherellone e particolarmente ostinato, ma mai aggressivo, infatti convive perfettamente con i bambini. Si distingue per il suo portamento e per le movenze molto eleganti.

Manto e colori del Gatto Sacro di Birmania

Tra le sue caratteristiche più evidenti emergono la particolare colorazione bianco candido nella estremità delle zampine e la striscia chiara a forma di V nella pianta posteriore delle zampe. Entrambi i dettagli devono rispettare determinati standard per permettere al Gatto Sacro di Birmania di poter essere considerato tale. Infatti, i garretti sono ammessi solo alle zampe posteriori e non possono superare l’articolazione, mentre i guanti davanti devono terminare prima dello sperone.

Per quanto riguarda il manto, completamente bianco alla nascita, raggiunge la sua colorazione definitiva entro i tre anni di vita. Il pelo setoso più corto sul muso diventa lungo e poi semilungo nella lunghezza del corpo. Il sottopelo è scarso e gli occhi sono ovali, di media grandezza e di una colorazione blu intensa.

La colorazione delle punte può variare dal seal al blue, dal chocolate al lilac, dal red al cream point, ma può essere anche seal tortie point, blue tortie point, chocolate tortie point e lilac tortie point.
I maschi raggiungono un peso di 5/7 kg, mentre la corporatura delle femmine è più minuta ed esile e sfiora al massimo i 4,5 kg.

Cure e alimentazione del Gatto Sacro di Birmania

Nonostante il folto pelo, il Gatto Sacro di Birmania è abbastanza semplice da spazzolare, per via dei pochi nodi che si formano. Infatti, è sufficiente un colpo di spazzola alla settimana da intensificare nel periodo della muta, quando effettuando un bagno al mese si elimina con maggiore facilità il pelo morto per favorire la crescita di quello nuovo. Per mantenere la brillantezza del mantello è molto importante rispettare un regime alimentare sano e corretto ed inserire nella dieta del primo anno di vita integratori multivitaminici appositamente studiati per gli animali.

La leggenda del Gatto Sacro di Birmania

Non tutti sanno che una suggestiva leggenda narra del tempio di Lao-Tsun in Birmania dedicato al culto della dea Tsun-Kyan-Kse raffigurata in una statua d’oro con due zaffiri blu al posto degli occhi. Qui i monaci si prendevano cura di 100 gatti bianchi tra i quali Sinh che era l’esemplare preferito dal vecchio saggio Mun-Ha. Un giorno, nel tentativo di proteggere la preziosa statua dal saccheggio di alcuni briganti, il vecchio monaco venne ucciso e Sinh, salito sul suo corpo senza vita ai piedi della statua, assunse improvvisamente sfumature dorate, le sue zampe diventarono color terra e gli occhi blu come quelli della dea, ma smise di mangiare e morì dopo 7 giorni. In quel momento tutti gli altri gatti subirono la stessa trasformazione. È questo il motivo per cui a questa razza è stato attribuito l’appellativo di sacro.

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