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I gatti non vedono i colori… e altri miti da sfatare

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Curiosità

I gatti non vedono i colori… e altri miti da sfatare

Il gatto vede in bianco e nero, si affeziona solo alla casa e casca sempre in piedi. Siamo proprio sicuri?

Indipendenti, fieri e misteriosi. I gatti suscitano da sempre fascino e curiosità. Come ogni amante dei gatti sa bene, anche moltissimi luoghi comuni. Eccone alcune leggende sui gatti sulle quali fare un po’ di chiarezza.

I gatti vedono in bianco e nero

È ancora molto diffusa la convinzione che i gatti non vedono i colori. Per molto tempo si è anche creduto che la visione dei gatti fosse simile a quella degli umani daltonici. Ad oggi gli studi attestano che i gatti percepiscono bene colori come giallo, violetto, blu e anche verde. Hanno invece più difficoltà con rosso, arancione e marrone. Infatti, la zona centrale della retina di un gatto ha un numero inferiore di cellule specializzate nella percezione cromatica.

I gatti si affezionano alla casa

Non c’è proprietario di gatto che non se lo sia sentito dire almeno una volta. “I gatti si affezionano alla casa, non al padrone”. La verità è che un gatto si affeziona agli aspetti piacevoli della propria vita. La casa in cui si trova bene è uno di questi aspetti. Ma lo sono altrettanto gli umani amorevoli che se ne prendono cura e le coccole con cui li abituate.

I gatti cadono senza farsi male

Falso, anzi, falsissimo. È vero che i gatti cadono quasi sempre in piedi. Questo grazie alla particolare flessibilità della colonna vertebrale e della capacità di ruotare su se stessi in caduta. Tuttavia questa peculiarità, valida a partire da alcune settimane di vita, non garantisce l’incolumità. Per quanto non è raro che un gatto sopravviva anche cadendo da altezze elevate, l’impatto può causargli fratture e ferite, anche mortali.

I gatti sono dispettosi

“Il cane è più obbediente e affettuoso”. Altra frase che sentiamo ripetere spesso. In realtà, anche i gatti sanno dispensare affetto e adorano ricevere coccole, ma non in qualunque momento. Inoltre i gatti non sono per istinto abituati a un capobranco. Ecco perché è più difficile educarli a eseguire gli ordini che impartiamo. Quanto al fatto che “facciano i dispetti”, non si tratta di comportamenti gratuiti, ma di precise richieste di attenzione. Una lettiera sporca, la mancanza di acqua o cibo, uno stato di malessere o la troppa solitudine. Sono tutte possibili cause per le quali un gatto può manifestare il suo dissenso.

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