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Animali velenosi: il cambio di clima aumenta il rischio per l’uomo.

Animali velenosi: aumentano le meduse.

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Animali velenosi: il cambio di clima aumenta il rischio per l’uomo.

Secondo gli studi, con i cambiamenti climatici avremo più animali velenosi e tossici in nuovi areali.

Meduse velenose, serpenti, pesci leone e stelle marine. Sono tra gli animali velenosi e tossici in aumento per numero e diffusione. A constatarlo è un studio americano condotto in parallelo al rapporto IPPC (Intergovernmental Panel on Climate Change). Secondo i risultati, riportati da National Geographic, molte specie animali stanno uscendo dai loro consueti areali a seguito dei drastici cambiamenti climatici. Ecco quale scenario si prospetta e qual è il rischio per l’uomo.

Riscaldamento globale e cambiamento degli ecosistemi.

Il progressivo riscaldamento delle acque e della terraferma è il principale responsabile per l’aumento e la diffusione di alcune specie velenose. Alcune di queste specie, come spiega Isabelle Neylan, PhD in Scienze Marine presso l’University of California, non aumenteranno di numero ma si sposteranno verso nuove zone. Altre, come le meduse, aumenteranno per numero e distribuzione, spostandosi anche verso aree più popolate. Gli animali reagiscono infatti agli stravolgimenti del clima e si spostano in cerca di condizioni di temperatura e acidità dell’acqua più compatibili.

Dalle meduse mortali e stelle corona di spine: le specie velenose in aumento.

Tra gli animali velenosi in aumento ne risultano alcuni estremamente pericolosi per l’uomo. Tra questi, le meduse mortali irukandji e le cubomeduse, che causano sempre più decessi in Australia. Ma, come ha chiarito la ricercatrice Jennifer Purcell, nella maggioranza delle meduse in generale si registra un incremento preoccupante. Un’altra specie tossica che si sta diffondendo al di fuori delle aree consuete a causa dell’aumento delle temperature è quella della stella marina corona di spine. Popola soprattutto le acque dell’Oceano Indiano e Pacifico e si sta spostando verso Sud. Il contatto provoca infezioni, dolori e infiammazione.

Il problema degli antidoti per fronteggiare i rischi.

Oltre ad essere un sintomo inquietante dello sconvolgimento dei sistemi ambientali, la diffusione delle specie tossiche in nuovi areali comporta problemi di gestione. Gli ospedali delle zone dove le specie non erano presenti sono spesso impreparati a gestirne avvelenamenti e tossicità. Non sempre gli antidoti sono disponibili ed essendo molto costosi non sono accessibili ai paesi più poveri. Serve anche maggiore informazione riguardo alle pratiche di primo soccorso.

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